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guido
    
Italy
482 Posts |
Posted - 10/04/2005 : 22:22:23
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| ....è un mondo difizile....soprattutto con sto tempo.... |
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gecoclimb
    
Italy
60 Posts |
Posted - 11/04/2005 : 14:01:45
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Ciao Guido et altri; per ora non partecipo a nessuna discussione sulla questione legale (..se non è corporativismo quello?!) perché mi piace conoscere bene e a fondo la storia in particolare prima di intervenire. Per quanto riguarda i corsi societari posso darti un imput. Il corso UISP fatto da Antonella Strano (i meno giovanotti sanno chi è) Marco Geri e Mallucci si compone di 2 moduli 5 giorni alla scuola dello sport del CONI di Roma (obligatori per chi non ha fatto l'ISEF) e da 4 a 5 giorni in falesia dove si salgono una 30 di tiri in maniera libera e vincolata all'a-vista per il giorno di prova. Quando lo feci io su 5 istruttori FASI 3 non ricevettero la parifica per le basse performance su roccia (forse era solo un caso). Il corso FIAR (m'è capitato di fare anche quello e mi sono divertito a lot!) dura 3 o 4 giorni di cui uno o due (a seconda della meteo)in falesia. Che ti devo dire.... Sono corsi che possono formare un istruttore sportivo? Sinceramente credo proprio di si. A parte la vicenda dei vari titoli (i FIAR ora sono diventati tutti FASI) e la questione degli ultimi corsi FASI dove so che si sono registrate delle "anomalie" (in passato, parlo di 7/8 anni fa so tramite amici che erano abbastanza selettivi)credo che si tratti della solita legge all'italiana dove chi si siede al tavolo delle trattative al momento giusto ottiene ciò che vuole. Stendiamo un velo pietoso sull'approccio del CAI in falesia dalle parti nostre anche se grazie a questa sentenza si apre un mondo nuovo per tutti gli IAL! Morale della favola? Quante vie che ripetiamo in falesia sono attrezzate da guide alpine o da soci CAI? Da noi poche e tutte della seconda categoria... la prima interviene solo dietro grossi compensi. E' chiaro chi ha fatto libero associazionismo e poi è stato così pirla da rigirarlo nelle falesie sotto forma di fix e golfari è proprio un sempliciotto... bastava conoscere la legge. Bene spero di restare sempliciotto a vita e di fare quello che voglio anche se dietro non ci sono compensi. Per la questione del professionismo nelle associazioni o negli istruttori ci penserei due volte.. (anzi mi piacerebbe proprio sapere quanto costa ad una guida tenere la partita IVA aperta anche se non fa niente..). Noi come gasgeco dopo due anni di partita IVA e 1.600 euro l'anno (chiaramente ottenuti dai corsi) rigirati al commercialista ho capito che per nella partita IVA se non c'é bussines chiudi e in maniera rapida. Be dietro all'arrampicata tutto questo bussines alla mano non lo vedo.
E' proprio un mondo difficile.... Ciao LO  |
Edited by - gecoclimb on 11/04/2005 14:04:05 |
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samu
    
Italy
632 Posts |
Posted - 11/04/2005 : 15:26:54
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Se non smette di piovere....non se ne esce da questo topic!!
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guido
    
Italy
482 Posts |
Posted - 14/04/2005 : 14:07:34
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Ho conosciuto la Strano una dozzina di anni fa a Ferentillo. E’ uno di quei personaggi provenienti dalla prima guardia di arrampicatori che hanno portato la libera dalla montagna alla falesia: gente di rottura rispetto alla tradizione precedente, gente in gamba (Andrea Di Bari, Simone Moro, Giovannino Massari, Bruno Tassi, Sandro Neri,...Gigi Mario...). Poi la ‘libera’ è diventata sempre più ‘sportiva’, o si è persa ed identificata con questa, ha coinvolto un discreto numero di appassionati, sono nate le competizioni, le classifiche ufficiali, poi la resina, le sale...forse ha perso un po’ di fascino...o no?
Per quanto riguarda le competenze, penso che si possa trovare una ragionevole via di mezzo tra i duecento giorni di corso richiesti ad una Guida Alpina (con i curricula, gli esami, l’aspirantato, i corsi triennali di .....), ed i due fine settimana richiesti ad un istruttore FASI/FIAR (con prenotazione tramite fax, senza curriculum, senza selezione o quasi: un corso, ad ora, formale, se non platonico...adatto solo per chi ha una preparazione già pressoché completa). Penso che non sia poi così complicato trovare il modo di formare una scuola di istruttori ‘per la falesia’ completi, di spessore, in grado di, ad esempio: insegnarti a scalare (ovvio), ma anche insegnarti a trarti d’impaccio se devi fare una manovra di corda d’emergenza, calare il tuo compagno infortunato, trovare il sistema di non perdere la giornata se perdi il gri-gri, calarti in sicurezza se vedi la corda rovinata da uno spigolo tagliente, individuare una falesia o una chiodatura pericolosa, porvi eventuale rimedio.....tutta normale routine per una tranquilla giornata in ‘falesia’. Dopotutto lo dice anche Valerio che in giro per monotiri c’è un pacco di gente che rischia e fa rischiare più del dovuto: può essere che sia colpa anche del fatto che abbiamo un corpo docente che, grazie a corsi poco selettivi, possono essere, di fatto, poco qualificati? Che ne dici LO?
Ciaociaociao guido
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vale_drill_man
    
Italy
196 Posts |
Posted - 14/04/2005 : 18:32:22
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è giustissimo cio' che dici,rispondo solo per dire che gennari ci ha contattato dicendoci che l'incontro far guide e cai cè stato,e sembra che sia andato a buon fine,ma vedremo un po come andra' a finire.
se è vero che il mondo gira.......io allora sto' fermo!!! |
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gecoclimb
    
Italy
60 Posts |
Posted - 14/04/2005 : 22:16:06
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quote: Messaggio originale di guido
può essere che sia colpa anche del fatto che abbiamo un corpo docente che, grazie a corsi poco selettivi, possono essere, di fatto, poco qualificati? Che ne dici LO?
Ciaociaociao guido
Booooooooo vorrei tanto avere le idee chiare ma non le ho. Il salto verso il professionismo un pò mi spaventa. Il fisco non lascia spazio a mezze prove o fatturi o chiudi . Nella situazione in cui ci troviamo le poche prospettive di lavorare si hanno vicino o dentro alle grandi città. Io in provincia quando trovo un'amico che stimo per formazione e per capacità e mi da una mano durante un'uscita su roccia mi sento l'uomo più fortunato al mondo anche se non fa il 7a a vista. Sicuramente una sintonizzata verso un corpo docente più "decente" non ci sta male però non esagererei. Infondo credo sia già tanto che uno dedichi tempo ad altri ad insegnare cose semplici come quelle che stanno dietro un monotiro invece che esaltare spesso il proprio narcisismo alla ricerca della prestazione o del colpaccio. Non parliamo di interessi economici degli istruttori per favore.. dietro quando va bene ci sono miseri rimborsi spese. Ora siamo sicuri che per insegnare ad un alievo modello a portarvicisici arrampicando in sosta di un monotiro di un 5b e farsi calare giù ci sia la necessità di un professionista della montagna? Booooooooo wooooooooow, stiamo a vedere. Nel frattempo occupiamoci di cose serie di roccia non si vive neanche in Verdon figuriamoci a Frasassi  Ciao LO |
Edited by - gecoclimb on 14/04/2005 22:17:35 |
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guido
    
Italy
482 Posts |
Posted - 14/04/2005 : 23:38:56
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un'istruttore professionale (i.e. preparato) non fa rima con istruttore professionista (con partita IVA), come un professionista potrebbe non essere affatto professionale. Per il 7a a vista: un'allenatore di calcio non gioca con la squadra. Sarebbe bene che avesse un curriculum calcistico importante (come Mancini), ma potrebbe anche non aver mai giocato in grandi squadre (Sacchi, Capello), e nonostante questo avere le credenziali giuste per fare un'ottima formazione.
PS La sala d'arrampicata di piazza Mazzini non è terminata: mancano tanti materassi, il bagno, qualche pannello, le pulizie, è tutto in disordine...nonostante questo, questa sera c'erano una dozzina di ragazzi che scalavano...una bella soddisfazione!!!
ciaociaociao Guido |
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gecoclimb
    
Italy
60 Posts |
Posted - 15/04/2005 : 08:33:08
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quote: Messaggio originale di guido
un'istruttore professionale (i.e. preparato) non fa rima con istruttore professionista (con partita IVA), come un professionista potrebbe non essere affatto professionale.
ciaociaociao Guido
Sono d'accordo ma di mezzo c'é la legge e il fisco che mai come oggi s'attacca all'ultimo centesimo delle associazioni. Il 2006 sarà l'anno della verità per FASI e speriamo che non rimanga tutto in mano a GUIDE (quelle si che sono professioniste) e CAI (spesso professionali) perché in mezzo ci devono essere dei cazzoni come me !!
Bella là per il muro.. bello vedere un sogno materializzarsi è!! Te stai a prende delle belle soddisfazioni.
Per i materassi fai un FAX standard lo invii a tutti gli alberghi e dopo due giorni avrai un camion di materassi nuovi o quasi che stavano per finire in discarica dietro onerosi costi per i gestori di hotel. Copri tutto con un bel telo e 6 a posto!
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Stak
    
San Marino
55 Posts |
Posted - 14/12/2005 : 18:19:47
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E passato tanto tempo da questa discussione ma ...
la discussione e' interessante e provo anche io a dire la mia, senza un ordine preciso, prendendo spunto da tutto ciò che ho letto.
Sono pienamente d’accordo col fatto che la patacca da istruttore non fa l’uomo; quindi ci possono essere delle ottime/pessime Guide Alpine, istruttori CAI, FASI, UISP, ecc.
Credo che ognuno sia libero di decidere se imparare da autodidatta (amico-didatta) o se affidarsi ad una scuola.
Bisogna poi distinguere l’insegnamento dalla pratica: saper arrampicare non significa automaticamente sapere insegnare; inoltre in arrampicata spesso si pensa che l’insegnate debba essere molto più forte dell’allievo. Per far i soliti paragoni un allenatore di calcio insegna ai suoi giocatori, ma non è certo in grado di fare le cose che insegna! Sempre restando nel nostro ambiente ho notato che molti dopo qualche anno pensano di non avere più nulla da imparare. In altre attività (cito solo le arti marziali) l’apprendistato dura per sempre. Credo che proprio questo sia il bello dell’arrampicata: è inesauribile! Se avete letto il libro di Gullich (direi che è autorevole più di me), classifica 3 livelli di arrampicatore; principiante, evoluto, esperto. Ma non sono livelli assoluti; si è principianti, evoluti, esperti relativamente ad un certo grado e si è sempre contemporaneamente principianti, evoluti, esperti.
Però in tutta questa discussione dobbiamo metterci nelle scarpe di chi al corso s’iscrive: come fa a distinguere il buono dal cattivo? Se tutto fosse lasciato al caso nessuno di noi avrebbe bisogno di seguire per (almeno) 5 anni una scuola di ingegneria, medicina, ecc.
Se non ci sono regole, mi faccio curare dal vicino di casa che ha letto molto? Purtroppo le cose non vanno cosi. Mi faccio curare da un medico laureato, che ha fatto pratica per vari anni, regolarmente iscritto ad un ordine professionale. Poi posso anche decidere che non fa per me e mi curo con le erbe o con l’omeopatia, ma anche in questo caso devo trovare un metro per evitare i cialtroni. Come fare?
Bisognerebbe che Guide, CAI, USIP, FASI, si mettessero ad un tavolo e producessero una legge dello stato alla quale anche altre eventuali associazioni devono far riferimento. È giusto che tutti possano accedere ad una determinata professione purché siano garantiti certi standard.
Però attenzione che ora ho utilizzato la parola professione: noi arrampichiamo tutti per passione. Se diventasse un lavoro (non ricordo chi era l’informatico) sarebbe ben diverso. Io ho interpretato la famosa sentenza proprio in questo modo: non si può insegnare in modo professionale ovvero non mi posso proporre come un libero profesionista (le associazioni CAI, fasi, ecc insegnano da socio a socio e sono associazioni senza scopo di lucro a carattere ricreativo). Anche io spesso mi trovo nella situazione in cui il cliente ha visto il prezzo e fa fare il lavoro ad un parente (come se il tempo-lavoro del parente non valesse nulla), oppure accetta un lavoro di qualità inferiore. D’altro canto può anche essere che sono io a sovarvalutare il mio lavoro e qui il libero mercato ci sta tutto, la concorrenza sleale quella non sta proprio bene a nessuno.
Comunque la mia conclusione in parte l’ho già tratta: chi garantisce al principiante (non uno che con o senza corso arrampicherebbe comunque) che si affida ad un corso sta spendendo bene il proprio tempo e danaro? Quando ti insegnano qualcosa che non conosci non hai gli strumenti per capire se ti stanno raccondando stronzate o meno.
A volte mi è capitato di vedere scene disgustose di insegnati-allievi: nella peggio l’allievo tirava da primo e l’insegnate andava da secondo (giuro!).
Mi meraviglio che ci sia tanta gente che arrampica se le persone che dovrebbero trasmetterti tecnche, trucchi, ma soprattutto tanta passione, trasmettono solo nozioni superficiali e gerarchie del cavolo.
Al momento, non mi pare che la situazione di FASI, CAI, l’UISP, ecc. sia gran che, ed anche tra le guide alpine la situazione è molto disomogenea.
Visto che sta riprendendo a piove ...
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