| T O P I C R E V I E W |
| stefano |
Posted - 25/09/2004 : 17:26:10 Sono un modesto ripetitore di vie aperte da altri, il mio grado massimo a vista è di infimo livello, ma ciò non toglie che con una chiodatura della via, diciamo così, "da padre di famiglia" sono riuscito a passare in libera anche dove di solito "osano le aquile". Ora le vie aperte, in questi ultimi anni, dai più forti, ed in questo forum di forti ce ne sono! Non sempre hanno una chiodatura tranquillizante! E per questo, onore e complimenti, agli autori che sono riusciti nel loro intento con così pochi chiodi. La ripetizione dei loro itinerari non è frequentissima, naturalmente io non faccio testo, ma in generale non c'è mai ressa agli attacchi. Io credo che per un apritore debba essere un'intima soddisfazione sapere che sempre più persone trovino piacere nel percorrere le linee da loro intuite. Solo per fare tre esempi nella vicina S.Marino: la Guaita, la Cesta ed il Montale sono una processione continua di cordate entusiaste. La chiodatura è "abbondante e generosa" come definita dai suoi autori, semplicemente sicura, aggiungo io. Qualche hanno fa ho percorso una via, a fianco della Guaita, dove mi sono trovato in difficoltà (non solo lì per la verità!)in un difficile traverso, a mio parere protetto male: dopo avere rinviato il primo chiodo, se vola il capo cordata si stampa sotto la sosta da dove è partito e se vola il secondo finisce a spenzolare in uno strapiombo da dove sarebbe difficile uscirne (amesso poi che abbia i cordini per gli autobloccanti). Ho chiesto il permesso, all'autore della via, di aggiungere un chiodo e mi è stato risposto, che se lo avessi fatto, lui per rivalsa avrebbe schiodate le altre vie. Naturalmente io non ho aggiunto nessun chiodo, me ne guardo bene, altrimenti non avrebbe avuto senso chiedere il permesso. Io rispetto le opinioni di tutti, ma vorrei che mi aiutaste a capire il senso di questo atteggiamento.
Perchè non cercare di allargare la fruibilità di una via per condivedere la soddisfazione di salirla assieme ad altri?
Perchè sentire come "cosa propria" una porzione di parete che è lì dall'alba del mondo per il semplice fatto di essere stato il primo ad infiggere un insignificante pezzetto di metallo?
Perchè provare una soddisfazione inversamente proporzionale al numero dei ripetitori della propria via?
Scusate la prolissità ma sarei veramente interessato al vostro parere, soprattutto dell'apritore della via che resta comunque un amico (nei tempi andati mi ha iniziato alla nobile arte. Stefano
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| 15 L A T E S T R E P L I E S (Newest First) |
| beppe |
Posted - 16/10/2004 : 08:11:57 ..azz, l'hanno fatta anche Marcellino e l'Ing. Battistini. Allora 'sti benedetti spit li avevamo messi proprio vicini.. Nella prossima vedremo di sgranarli sul 6c    Scherzi a parte bravi ragazzi, secondo me il vostro è l'atteggiamento giusto con il quale affrontare le salite. Più preparazione = più divertimento e se poi salendo ci si rende conto che è troppo dura: mi calo...m'alleno...e torno. Altro che aggiungere protezioni ...fisse Alla prossima Beppe |
| vale_drill_man |
Posted - 14/10/2004 : 20:33:51 sante parole,concordo in pieno tutto.......il succo del discorso alla fine lo hai fatto tu.....salut!!!
se è vero che il mondo gira.......io allora sto' fermo!!! |
| Andrea |
Posted - 14/10/2004 : 20:07:46 Comincerei col dare un premio a Stefano...siamo arrivati a 600 letture un vero record!!! Vado in montagna da poco (due tre anni)non ho mai aperto un bel niente ma la mia filosofia è quella del massimo rispetto per tutto e tutti! Rispetto la natura cercando di riportare a casa sempre tutto, e lasciando tutto ciò che già c'era com'era!! Lo stesso rispetto lo porto e chi con sudore,fatica e tanto rischio apre una via dandomi la possibilità di ripeterla! Gli apritori sono come degli artisti,ognuno ha la propria caratteristica,sia nella scelta della roccia,che nella scelta delle linee(placca,fessure,ecc.)lo stesso discorso vale pure per la chiodatura più o meno lunga ,più o meno pericolosa!!! Di vie ce ne sono tante e prima di cominciarne una chiedo sempre a chi l'ha ripetuta prima di me (leggi Samu)dopo di che decido se fa per me oppure no!! Per quello che riguarda aggiungere chiodi, credo che debba essere fatto solo in caso di pericolo(di morte)nut e camalot di solito bastano e avanzano(parlo per me e comunque fino ad ora)!! Riallacciandomi al discorso degli artisti se una canzone non ci piace non cambiamo certo il testo,prendiamo un'altro disco!!! Mi dispiace che siano volate parole un pò dure amiamo tutti la montagna già questo dovrebbe essere motivo per essere amici,non possiamo certo stare simpatici a tutti ma alzare la voce non porta da nessuna parte!!! Viva la Montagna a tutti
Andrea
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| samu |
Posted - 09/10/2004 : 19:06:22 Bravi! Samu |
| federico |
Posted - 09/10/2004 : 17:57:14 Non voglio rubare il campo all'intervento del ZANO!!
Faccio solo una piccola divagazione all'interno della discussione, per ringraziare Marcello per il suo intervento, per come lo ha scritto e per le foto che mi ha inviato (le ho aggiunte anche alla galleria del sito):

Ciao a tutti. Federico. |
| zano64 |
Posted - 09/10/2004 : 10:51:39 Cari Cyberclimbers, rimango per qualche giorno senza accedere al forum ed ecco che divampa il miglior dibattito degli ultimi cinque anni! La questione è annosa e, già ve lo dico, non avrà soluzione. E’ inutile arrabbiarsi, scontrarsi… …ognuno alla fine rimarrà della propria idea!
Comunque un contributo va dato:
1) Le vie lunghe di San Marino non sono alta montagna ma non sono neanche una semplice “palestra”.
2) Alcune vie (Guaita, Cesta e Montale) sono delle bellissime classiche super-ripetute ma sono chiodate in maniera inadeguata: i chiodi sono a lama e troppo ravvicinati! Per queste una bella sistemazione a resinati è d’obbligo. 3) Altre vie lunghe (Viaggio di Nozze, Ultimo Resting, ecc.) sono un esempio di audacia e tenacia dei primi salitori (ricordo che sono state aperte dal basso) e a mio avviso così vanno lasciate. Ricordo che: - la roccia in queste vie non è sempre perfetta (qualche mattonella può rimanere in mano); - la chiodatura, pur presentando qualche pecca (dovuta al sangue freddo dei primi salitori) non è poi così pericolosa; - queste vie difficilmente diverranno delle classiche. Dentro queste vie si può trovare ancora un pizzico di avventura. Non è quello che cerchiamo? ABBRACCIAMOCI!
MAGO ZANO
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| marcello |
Posted - 07/10/2004 : 14:03:22 ciao a tutti intervengo con pudore su un argomento che, data la mia limitata esperienza, non conosco a fondo. Certamente, come già detto, non è possibile stabilire chi abbia torto e chi ragione, non per altro se ne discute da sempre. In tutti gli interventi si dicono cose giuste che però possono essere criticate. Sono fra chi, in passato, ha chiesto a Beppe di aggiungere qualche protezione sui passaggi più difficili delle sue vie, sono fra chi un paio di anni fà, passando sotto l'attacco della via in questione ha detto "da qui non passerò mai, peccato perchè le vie alla mia portata non sono poi tante.". Sabato scorso io e Giovanni, stimolati dalla discussione siamo andati a ripetere "Viaggio di nozze". Sarà stata una giornata di grazia, ma la via ci è piaciuta molto (a parte i tiri centrali dove la roccia è quello che è. Super attenzione alla partenza in traverso a dx dalla sosta 2), ma cosa ancora più importante ritengo che la chiodatura sia ottima. Per ottima intendo che non ci sono rinviate che possano creare pericoli per l'incolumità dei ripetitori, naturalmente sempre tenendo conto che si stà arrampicando. Non ho ripeturo molte vie in montagna, ma in quelle poche non è che abbia mai trovato chiodature estrememente ravvicinate. Se è vero, come molti sostengono, che le salite locali servono come preparzione alle vie dolomitiche, che senso avrebbe chiodare tutto in maniera super ravvicinata? . Nella stessa San Marino ci sono altre vie difficili sulle cui chiodature si potrebbe discutere, ma forse (ed il mio caso lo dimostra) con un po' di preparazione in più, quello che ora ci sembra duro prossimamente rimarrrà duro ma diventerà fattibile. Rispetto molto chi apre nuovi itinerari, perchè dà la possibilità a tutti di ripeterli. Capisco anche che ci sono poche vie da ripetere in zona, ma non mi sento di criticare gli apritori se non ritengono giusto aggiungere protezioni sulle vie aperte da loro, stà anche a noi trovare il modo di ripeterle, magari utilizzando protezioni veloci o altro. Di cose da dire ce ne sarebbero tante ma credo di essermi incartato già abbastanza ciao marcello |
| beppe |
Posted - 05/10/2004 : 09:36:49 L'idea di Guido non è poi male.. Perchè non ci incontriamo e ne discutiamo insieme apritori e ripetitori, chi arranca sul 6a e chi si annoia sul 6c. E proviamo, passando in rassegna le vie una ad una, se e come migliorarne la sicurezza senza snaturarne l'essenza... A presto Beppe |
| guido |
Posted - 04/10/2004 : 22:19:10 Samuele ha accennato ad una generica necessità di evitare situazioni pericolose a San Marino, ripreso nel concetto da Nereo e Matteo: evidentemente la necessità è condivisibile ed è stata condivisa da tutti coloro che hanno chiodato le vie in questione. Non mi risulta che Beppe, Samuele, Nicola, Sighi,...abbiano avuto come scopo la confezione di vie ‘selettivamente pericolose’. Magari tecnicamente e psicologicamente – perché no – impegnative, ma pericolose no di certo!!! Tuttavia la discussione era partita da una domanda precisa di Stefano: “è lecito che Io aggiunga una protezione su un tratto di 5c – contro il parere dell’apritore – in modo tale che una situazione che Io reputo di pericolo, poi, non lo sia più?” . Qui casca l’asino....... Se il materiale posizionato è sicuro e ben infisso, se la pulizia dell’itinerario è stata ben eseguita, se il ripetitore ha in mano una relazione ‘onesta’ – cose che mi sembra siano state fatte sempre con il dovuto scrupolo, errori in buona fede a parte - cos’altro manca? E’ ammissibile che chiunque, in nome di una generica ‘maggiore sicurezza’ aggiunga protezioni inamovibili su un qualunque punto di un qualunque itinerario? Qual è il limite superiore di sicurezza che ci prefiggiamo? Un resinato da 12 mm ogni metro è abbastanza per tutti? Magari qualche tratto di cordone in acciaio può tranquillizzare qualche novizio ed evitare qualche pendolino... Direi, scusate l’ironia e l’assenza di ogni forma polemica, che occorre la formazione di un Comitato di Saggi che valuti........... ciaociaociao guido |
| vale_drill_man |
Posted - 04/10/2004 : 19:16:14 hai ragione caro nereo,ma ti voglio ricordare (e questa è storia) che la maggior parte degli incidenti nostrani,non sono dati dalle vie lunghe,ma bensi' da errori umani o accidentali successi alla base o nei monotiri(mi riferisco alla maggioranza degli incidenti). questo perchè,vuoi per la frequentazione piu' massiccia in falesia,vuoi perchè come giusto,uno prima di intraprendere una salita,si informa su cosa andra' a fare,cosa lo aspettera',e cosa decidera' di fare,perchè diciamocelo,pareti di 1300 metri da noi non esistono,e nella stragrande maggioranza delle volte si puo' decidere se tornarsene a casa sani e salvi,in caso sia al disopra delle nostre possibilita' l'ascenzione!!! non mi sento un omicida,se aprendo un tiro tipo il 2° di attraverso il tetto,uno cade per moschettare il terzo fix e ci lascia la pelle,nelle relazioni ci scriviamo di tutto e di piu',si mettono nero su bianco rischi e pericoli,obbligatori,gradi,esposizione,e addirittura il tempo di salita,sta' nel buon senzo di chi ripete,informarsi e chiedere notizie.ed è buon senzo dell'apritore informare chi ripete senza inganni,quelli che ingannano(e credetemi ce ne sono ancora)da me vengono immediatamente odiati e cancellati dall'albo dei climber,non sono mai piu' andato a fare una via di un apritore che in precedenza mi abbia ingannato,anche se un amico.
vogliamo andare a fare una via di pezzolato in grecia,io e lori (un bel progettone) ma stai tranquillo che prima di partire lo chiamo al cellulare per sapere come è,credo che sia normale,sia per me,che per lui darmi informazioni. tutto qua',ti paragono gli operai della ferrari,se uno muore con la sua macchina,che fa 350 all'ora,la colpa non è loro,ma dell'autista che sapeva che l'auto correva,e non ha saputo sfruttarla in sicurezza.di sicuro porterebbe a polemiche sulle auto veloci,ma che ci vuoi fare?la giostra gira cosi'.
quindi sintetizzerei tutto in questa maniera: se non siete in grado non ci pensate nemmeno;
se non sapete di essere in grado informatevi,e ascoltate chi ripete o meglio ancora chi apre; se la lineaa è alla vostra portata,buttatevi,divertitevi,ma se vi informate è meglio ancora.
io sottoscritto,quando mi capita di fare qualsiasi salita che non conosco,anche nettamente al disotto delle mie possibilita',cerco comunque di non prendere sotto gamba niente,e di chiedere a destra e sinistra,se non trovo,mi butto ma con un occhio di riguardo!!!
bisogna secondo me,informare ed educare chi inizia a queste cose,queste sono le cose che,insieme all'esperienza ti salvano la vita,i corsi devono servire a questo,e non al diploma che alcuni danno.
piccola parentesi: gola della rossa,sabato 2-9-04 io ed un altro mio amico,incontro due di perugia alla 4° sosta in comune di una via,formata da due chiodi piantati verticali su di una piccola cengia,mi devo allongiare ad uno dei due perchè la v è occupata,che ti vedo? il suo primo di cordata è partito,lei che gli fa' sicura con il mezzo barcagliolo sulla v,insomma,se il primo volava,la sosta lavorava verticalmente i chiodi si sfilavano,e loro muorivano,loro,perchè io mi sono arrangiato da solo. gli ho detto:ma perchè non lo prendi in vita con un secchiello? lei risponde:in vita qui?(indicandomi l'anello di servizio) io:certo!!! lei:perchè al corso del cai, mi hanno detto che se vola il primo,ti spacca la schiena
IO LA SCHIENA LA SPACCHEREI A CHI TI HA FATTO IL CORSO!!!
detto questo,vorrei che meditaste su cio' che sta' accadendo nel nostro piccolo mondo verticale(parlo sempre come te di romagna-marche,mi piace questo connubbio storico)e dopo aver riflettuto su cose del tipo che cè ancora gente che insegna senza aver quasi, o mai arrampicato,cè ancora qualcuno che ci rappresenta,senza saper da che parte si infila un imbrago,dopo tutto questo,ditemi se non è giusto che bisogna formare la gente,e non le vie,quelle stanno bene come stanno,ma è chi ci va sopra che SBAGLIA!!!
io la penso cosi,e vi parla uno che di gente alle prime armi ne ha viste molte,e non ha mai avuto paura,di far scalare gia' alla seconda uscita un alievo valido da primo,ma ripeto per l'ultima volta,per fare di "piu'" bisogna avere le capacita' e non fretta di fare!!!
stefano mi scrive via mail: Ciao Vale, credimi non volevo offenderti, e se ti senti offeso per quello che ho scritto me ne scuso sinceramente. Io intendevo scherzare, ma evidentemente non ci sono riuscito. Ciao Stefano
stè quando parli con me,lo fai con tutti,comunque non ci sono problemi,come prima, non è cambiato niente!!! sono focoso,ma se mi conoscerai capirai che l'unica cosa a cui faccio veramente del male è al mio ............  trapano(e che minghia avevi capito???)!!! ti aspetto a frasassi e se non ti calcolo parlami tu,perchè non calcolo nessuno,e sopratutto non so' manco come sei fatto!!!
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| nereo |
Posted - 04/10/2004 : 17:07:00 Scuserete a volte il mio fatalismo, ma io credo che molte cose avvengano semplicemente perché è giunto il momento, e non perché a tavolino qualcuno ha deciso di farle accadere. Questo dibattito è il segno che siamo sempre un po’ di più e quindi le idee in circolazione sono molte e diverse. Un merito va naturalmente al "ragazzo della via Paal" che ha tirato il sasso nella finestra costringendo gli inquilini ad uscire in strada (me compreso).
Tutti sanno che ho sempre espresso ringraziamento e riconoscenza rispetto a coloro che sobbarcandosi costi economici e ore di lavoro, hanno con la loro passione chiodato monotiri e/o vie lunghe nelle nostre lande adriatiche (Romagna e Marche), permettendo al movimento di crescere, praticare e spiccare il volo verso più ambiziosi traguardi. Nella ripetizione degli itinerari di più tiri, ho sempre raccolto informazioni sull’ attrezzatura della via per poi decidere se era il caso di tentare una ripetizione. Devo dire che così come la scelta di una linea di salita ci parla di chi la ha aperta, delle sue capacità e del suo spirito, anche il tipo di attrezzatura chiarisce le priorità che gli apritori si sono dati: ognuno in base al "segno" che vuole lasciare; la storia e la frequentazione di questi itinerari sono lì a dimostrare che è così.
Spero che questo dibattito, se porterà a modificare alcune cose fatte e da fare, permetta di farlo con reciproca soddisfazione senza creare spaccature.
Stefano ha ragione quando dice che un ripetitore in una ottica alpinistica può modificare la chiodatura in base alle esigenze, ma questi Itinerari non sono in montagna e forse non sono alpinismo, secondo me sono "belle arrampicate sportive di più tiri".
Come tali, una volta diffuse le relazioni al pubblico, devono presentare una chiodatura "sicura" che eviti cadute gravi. E chiarisco il perché:
1) Abbiamo strutture rocciose molto limitate; è anche normale che siano i più bravi ed esperti ad aprire nuovi itinerari: se li tarano sulle loro capacità fanno un torto a se stessi, in quanto non colgono il divario che c’ è fra loro e gli altri; danno oltretutto argomenti a coloro che pensano ci sia una precisa volontà di primato; e ripeto la roccia "è pochina pochina". 2) Eravamo pochi fino a qualche anno fa’. Da vari anni, grazie ai corsi che in Romagna e nelle Marche si organizzano, vediamo nelle Palestre e appunto su queste Vie di più tiri, giovani di varia preparazione che a volte coinvolgono anche amici di "primo pelo". Se rispetto ad una volta, oggi trovare un compagno in ogni giorno della settimana per andare ad arrampicare non è più un problema, sappiamo che quantità e qualità spesso non vanno d’accordo. Molti non hanno fatto corsi, altri pur avendoli fatti non hanno colto aspetti importanti. Va da sé che per bilanciare questa situazione si deve alzare la sicurezza intrinseca degli itinerari. 3) Ultimo ma non per ultimo, faccio il seguente pensiero: le nostre zone (Romagna e Marche), non hanno una vecchia e consolidata tradizione alpinistica ed arrampicatoria. Hanno al contrario una consolidata tradizione turistica di mare. Dalla gente comune veniamo visti ad andar bene come "tipi originali", e inoltre abbiamo uno scarso impatto economico. Se nessuno sente la necessità di regolare in senso restrittivo la balneazione, anche di fronte a svariati turisti annegati ogni anno, penso che in caso di incidenti gravi in arrampicata, che avessero risonanza sui mezzi di comunicazione, la nostra attività sarebbe gravemente a rischio di ulteriori limitazioni, da aggiungersi a quelle di tipo ambientale.
Scusandomi per la lunghezza concludo facendo una scorribanda storica. Direi che nel passato recente sulle "chiodature", sono stati scritti libri e fatti dibattiti a non finire, con il solo risultato di dividersi. Gli "Antichi" invece avevano già fatto sintesi; all’inizio del 1900 era stato detto tutto: - Paul Preuss "salire e scendere in arrampicata libera senza chiodi": chiaro e limpido. - Tita Piaz "ben venga il chiodo che salva vite umane" chiaro e altrettanto limpido. Tutto quello che è venuto dopo e ancora oggi, si muove tra questi 2 estremi. Io sono molto vicino a Piaz.
Nereo Savioli Rimini 4/10/2004 |
| beppe |
Posted - 04/10/2004 : 13:03:40 Caro Stefano, è vero che il tono dell'ultimo intervento di Vale era piuttosto acceso, ma questo è il suo carattere, prendere o lasciare...però prima di dare giudizi sulle persone che non conosci, usando peraltro toni che non tutti tollerano, pensa a quello che queste persone stanno facendo per tutti noi; Valerio in particolare è riuscito a smuovere un ambiente che ormai da anni si crogiolava nel ricordo di antichi fasti, rivalutando a suon di vie nuove e falesie, pur nel totale rispetto dell'ambiente, la gola di Frasassi che adesso è un'autentico paradiso per l'arrampicata... Al contrario non mi sembra (ti prego di smantirmi) che tu abbia mai fatto molto in termini di aperture e questo mi basta per dire che vediamo il problema comunque da due punti di vista ben diversi. Chi si impegna in prima persona (ad aprire vie nuove o falesie) lo fa in primis perchè questo gli piace, nel modo che ritiene più opportuno e secondo le sue capacità (l'ho già detto). Chi ripete solo le vie aperte da altri non sa cosa c'è dietro ad un lavoro, comunque non sempre perfetto, e finchè non si mette in gioco, pur avendo diritto di dare giudizi sull'operato altrui, manca spesso di elementi di esperienza che supportino le sue affermazioni...credo che questo sia il tuo caso. Prova ad andare in giro a ripetere vie di più tiri a spit (Frasassi, Bismantova, Arco, M.te Cimo, Finale o Dolomiti o M.te Bianco): ti accorgerai come stanno le cose e imparerai che la tranquillità e il piacere nel ripetere una salita non deriva da uno spit in più ma viene da dentro te stesso e dalla conoscenza delle tue capacità... Sono anch'io un padre di famiglia e per questo conosco i rischi che di volta in volta posso permettere di assumermi in base alla forma psico-fisica del momento e se a meta parete non me la sento di andare avanti torno indietro o lascio il passo a chi sta con me (di solito Samu eh eh eh eh     ): telefonare all'apritore per chiedergli di aggiungere uno spit che dia ai miei figli la possibilità di rivedere il loro babbo non mi sembra il caso.. P.S. quando vuoi farti un giro insieme chiamami pure 0547/630464. Beppe |
| mfor |
Posted - 04/10/2004 : 11:08:24 Ho l'impressione che il confronto abbia preso (in parte) una brutta piega, quella che tra il "popolo" degli arrampicatori, climber, alpinisti, ecc... è purtroppo, oserei dire, facile con argomenti come questo ! ma anche con altri del resto...... Io nasco come alpinista, ma come normalmente succede ad altri come me, frequento falesie e palestre e leggendo queste battute posso fare delle considerazioni : penso sia giusto che le opinioni siano le più varie e più o meno in tutto quello che ho letto finora mi trovo d'accordo perchè tutte nascono da quella mentalità libera e fantastica che è l'alpinismo, che ci regala le soddisfazioni che sappiamo proprio perchè è libera. Penso anche però che l'argomento vada rapportato alla realtà in cui ci si trova e per capirci: sulle Alpi l'alpinismo e l'arrampicata sono ormai storia di secoli, sono cultura nella gente e le possibilità di praticarla sono infinite, ad Arco, che la storia non è altrettanto vasta, per tanti motivi hanno deciso di trattare le cose in un certo modo, a Frasassi (per fare un esempio qualunque) possono esserci altre questioni da considerare e s.marino sicuramente potrebbe richiedere ragionamenti diversi e si potrebbe continuare all'infinito.... Con questo voglio dire che la verità sta un pò da tutte le parti, dipende secondo me da che scopo ci si dà a riguardo e non per ultimo dal posto in cui si pratica, che potrebbe mettere in secondo piano qualunque personale velleità, comunque da rispettare, sull'argomento. Samuele nel suo primo intervento ha centrato uno di questi due importanti parametri, "Capisco anche che a San Marino, visto l'esiguo numero di vie ed i molteplici divieti, evitare eventuali incidenti sia un obiettivo intelligente da perseguire." Se volessimo far sviluppare l'arrampicata senza grossi problemi di sorta, è chiaro che bisognerebbe trattare le vie in un certo modo, anche se a qualcuno per certi aspetti, me compreso, dispiacerebbe accettarlo, come potrebbe essere il contrario in nome di un'etica, ma è altrettanto vero che oggi come oggi, con questo stato di cose, possiamo svegliarci un giorno e a s.marino non ci mettiamo più piede....almeno per arrampicare. Per questa nostra realtà io sono d'accordo con la frase di Samu e di conseguenza vuol dire trattare questo patrimonio di arrampicate che un pò tutti abbiamo contribuito a creare, in modo che sia fruibile senza tanti rischi, così che si mantenga anche in buono stato e pulito dai passaggi (che è un altra questione), tutti avremo soddisfazione nel sentire elogiate le proprie salite e nessuno ci toglierà il merito di averle aperte con lo stile che ha creduto, come qualunque ripetitore le potrà affrontare come crede. Non vorrei sentirmi dire che in questo modo uccido l'alpinismo, perchè in primo luogo per fare alpinismo basta fare pochi chilometri da qui e soprattutto l'alpinismo ti entra nel sangue se chi te lo insegna ha le capacità per farlo. Concludo dicendo i confronti vanno fatti con serenità perchè altrimenti non ci portano a niente, anzi, di solito si creano solo danni, antipatie e inutili attriti, perciò stefano, SMETTI DI PROVOCARE ! CANE BASTARDO !!! P.S: A parte le provocazioni, Stefano a mio avviso, ha sollevato un argomento importante.
CIAO, matteo.
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| vale_drill_man |
Posted - 03/10/2004 : 22:10:21 caro stefano,non vorrei rompere l'accordo di essere calmi e parlare del problema in maniera civile,quindi vedi di non allargarti troppo,perchè i coglioni gia' mi girano abbastanza. detto questo,ti voglio informare,ma lo sai gia',che quello con il casco alato sono io,ho le ali sul casco,e non sai nemmeno il perchè,non conosci ne me,ne la mia storia,ma sopratutto non conosci come mi comporto in montagna. e detto tutto cio',non mi devo comunque confrontare con nessuno,non devo far vedere a nessuno come scalo,e come mi proteggo,ma ripeto non ti allargare troppo,visto e considerato che non ci siamo ne mai chiavati la stessa donna,ne mai mangiato nello stesso piatto. a falcioni ero a fare un corso,e per fare un corso devo mettere una corda su di una via facile,per mettere una corda su di una via facile,e riuscire a tirare un po',devo scalare su di un 5c,prendendo le prese piu' piccole,in modo da allenarmi-divertirmi un po',per fare il tutto in sicurezza devo proteggermi. ma anche se fosse stato tutto il contrario,ed avrei scalato normalmente su di un 5c proteggiendomi,non capisco che cazzo di problemi tu abbia???? non continuo a capire che cazzo tu voglia???? vai a fare le vie e poi ci aggiungi i chiodi?!?bene,fallo,ma non rompere i coglioni!!!! l'importante,è che non fai porcate,perchè chiunque si permette di fare porcate,e di essere beccato dal sottoscritto di persona,io mi incazzo a sangue,perchè come dici tu giustamente,per me non è un gioco,è ben di piu'....è uno STILE DI VITA!!!!
comunque ognuno è libero di fare cio' che vuole,io credo nel futuro,nelle nuove leve,nella montagna assoluta,e nella pace e liberta' che mi mette addosso,non credo nei perbenisti, bigotti,e cittadini che non hanno altro da fare che rompere il cazzo al prossimo,perchè questo (come lo chiami tu) "essere",ha le palle piene di vedere gente che ha la lingua piu' lunga del cervello...... quindi se vi va' di criticare qualsiasi cosa fatelo pure,la via è chiodata lunga,la via è chiodata corta,li manca un chiodo,la ce ne sono troppi,il fix è messo male,il fittone è arrugginito.......mi avete rotto i coglioni,INCOMINCIATE A COSTRUIRVI QUALCOSA,se non vi sta' bene,FATEVELO, chiodati una via come vuoi,e vedrai che aprire qualcosa ti dara' una gran soddisfazione,ma capirai pure che fare cio' che stai facendo non è facile come sembra.... detto questo oggi,invece di pulirmi una falesia da solo,(perchè non cera nessuno come sempre,quando si tratta di lavorare per tutti)ho deciso di farmi una bella passeggiata con la mia ragazza,ai laghi di pilato,cosi li magari nessuno mi chiama "essere",e nessuno mi giudica per come sono vestito,o per cio' che ho in testa,pur essendo un via vai di cittadini della domenica!!!
mi scuso con il resto della banda per il clima forte con cui ho risposto,ma quando ce vole ce vole.
stè,creati un obiettivo,d'ammi retta,io me lo sono creato,e l'ho quasi raggiunto,volevo chiodare tutta frasassi,e far iniziare a scalare tanta gente nuova,con tante teste diverse,ti consiglio di far lo stesso,creati qualcosa da raggiungere,che sia un grado, una via,un apertura,qualcosa che ti impegni il tempo,in modo che occupi la mente da qualche parte,e non rompi il cazzo a gente come me, che per di piu' vuole crearsi una campana di vetro addosso.infondo se non vi ho nemmeno considerato(come scrivi tu) un motivo ci sara',vedi di far lo stesso.......ti saluto!!!
se è vero che il mondo gira.......io allora sto' fermo!!! |
| guido |
Posted - 03/10/2004 : 20:29:17 CASCO ALATOOOOO!!!????? Mi sa che Federico ha una fotina di un casco alato in plastica posa proprio su una via di Samuele alla Balza della Penna....
guido |
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