| T O P I C R E V I E W |
| gug |
Posted - 09/06/2006 : 09:24:44 Sul forum gasgeco la cosa ha scatenato le ire del buon Valerio, ma comunque volevo riproporre l'argomento anche quì. Secondo voi è utile lavorare le vie per alzare il proprio limite? Io lo trovo molto efficace, mi diverte ed è una grandissima soddisfazione riuscire a chiudere da primo una via che un paio di mesi prima non si riusciva neanche a capire come si potesse salire: è come risolvere un rompicapo o un puzzle in cui piano piano i tasselli vanno a posto. La questione è dibattuta: conosco gente molto forte che dice che senza il lavorato non si migliora, altra che sostiene che bisogna arrampicare solo a vista. Secondo voi?
"Montagne che varcai, dopo varcate, si grande spazio d'in su voi non pare" |
| 6 L A T E S T R E P L I E S (Newest First) |
| gug |
Posted - 13/06/2006 : 09:02:08 Comunque, anche se c'è una grossa opposizione al lavorato dalle nostre parti, a me piace e ci trovo dei benefici: ora ho addocchiato una bella via da lavorare alle placche di Dajee a Pioraco, che secondo me sono il settore di arrampicata (falesie) più bello della regione (perlomeno di quelle che conosco).
"Montagne che varcai, dopo varcate, si grande spazio d'in su voi non pare" |
| guido |
Posted - 09/06/2006 : 16:49:25 scusate il doppio invio...repetita juvant??? |
| guido |
Posted - 09/06/2006 : 16:48:07 Arrampicare su vie lavorate aiuta ad aumentare anche il bagaglio di movimenti, equilibri e posture che non si avrebbe il tempo e la freddezza di tentare se si arrampicasse esclusivamente a vista. Come nel boulder, anche nel lavorato si esaspera la ricerca del gesto ottimale (e forse unico)che ti permette di progredire: forse quell'unico gesto che non ti fa cascare anche nella via a vista. Applicando nell'arrampicata a vista l'esperienza motoria così acquisita non si può che megliorarla enormemente. S'impara a progredire in maniera 'ritmica' e quindi molto più efficace, riducendo la permanenza in parete o sullo stesso appiglio. Per non parlare della bella sensazione, quando scali a vista, magari con l'ultima precaria protezione molto sotto i piedi, di avere ancora margine, di tenere una presa comunque generosa rispetto alla rughetta dell'ultima via lavorata che hai fatto.
ciaociaociao guido |
| guido |
Posted - 09/06/2006 : 16:47:36 Arrampicare su vie lavorate aiuta ad aumentare anche il bagaglio di movimenti, equilibri e posture che non si avrebbe il tempo e la freddezza di tentare se si arrampicasse esclusivamente a vista. Come nel boulder, anche nel lavorato si esaspera la ricerca del gesto ottimale (e forse unico)che ti permette di progredire: forse quell'unico gesto che non ti fa cascare anche nella via a vista. Applicando nell'arrampicata a vista l'esperienza motoria così acquisita non si può che megliorarla enormemente. S'impara a progredire in maniera 'ritmica' e quindi molto più efficace, riducendo la permanenza in parete o sullo stesso appiglio. Per non parlare della bella sensazione, quando scali a vista, magari con l'ultima precaria protezione molto sotto i piedi, di avere ancora margine, di tenere una presa comunque generosa rispetto alla rughetta dell'ultima via lavorata che hai fatto.
ciaociaociao guido |
| gug |
Posted - 09/06/2006 : 13:06:02 Io credo molto nel lavorato, oltre che divertirmi, però penso che hai ragione quando dici che nell'arrampicata a vista entrano altri fattori. In effetti fino a poco tempo fa mi allenavo solo sul lavorato pensando che il livello a vista sarebbe salito di conseguenza, ora invece mi sono reso conto che occorre fare dei periodi dedicati all'on sight. Mi sono accorto ultimamente di sbagliare delle via a vista, facendo dei resting inutili, o non riuscendo a vedere in fretta una sequenza e questo per me è indice, nel mio caso, di limiti psicologici o tecnici esclusivi dell'on sight. La paura del volo, ad esempio, era diventata per me quasi assente sul lavorato nei tentativi di chiudere una via, quando ero totalmente concentrato sulla sequenza che avevo ormai a memoria, mentre nell'on sight facevo fatica ad alzarmi dal chiodo su terreno sconosciuto e vicino al mio limite.
"Montagne che varcai, dopo varcate, si grande spazio d'in su voi non pare" |
| samu |
Posted - 09/06/2006 : 12:02:10 Per mia esperienza, se non si arrampica anche sul lavorato non si migliora neanche a vista. Se si ha del margine fisico per stare su una presa più tempo, si avrà anche più tempo per cercare di leggere la sequenza dei movimenti.
Poi, è altrettanto vero che nell'arrampicata a vista entrano in gioco altre componenti, quali ad esempio velocità d'esecuzione, velocità di lettura dei passaggi, tenacia, motivazione, fortuna, poca paura del volo,...... ma avere una buon livello sul lavorato aiuta di sicuro, e neanche poco.
Sempre a mio avviso, tra prestazione tipica a vista e grado massimo ci stanno un paio di gradi: per fare con una certa frequenza il 7b a vista è utile avere un livello lavorato di 8a. Poi, ovviamente, ci sono le eccezioni che confermano la regola.
Buon fine.
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